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Montevettolini
Montevettolini
Alle falde nord occidentali del Montalbano, a poco più di quattro chilometri dal centro di Monsummano Terme, sorge il borgo di Montevettolini, arroccato sulla sommità del colle, a 187 metri sul livello del mare. Fondato intorno al XII secolo e sottoposto alla città di Pistoia nel 1227, il castello di Montevettolini si costituì in libero comune nel corso del duecento, divenendo rifugio per i fuoriusciti fiorentini e lucchesi durante le acerrime lotte tra guelfi e ghibellini, finchè si arrese ad Uguccione della Faggiola dopo la sconfitta dei guelfi a Montecatini, nel 1315. Sotto il domino di Lucca fino alla morte di Castruccio Castracani, Montevettolini aderì nel 1328 alla Lega della Valdinievole contro Firenze, città alla quale dovette tuttavia sottomettersi dopo aver subito l'assedio di Gherardino Spinola, nuovo signore di Lucca. L'ingresso nell'orbita fiorentina consentì al castello una vita fervida e ricca, animata tra l'altro dall'attività delle dodici confraternite del paese, e divenuta ancora più prospera quando i primi granduchi medicei elessero Montevettolini a luogo di sosta per la caccia. Alla fine del XVI secolo Ferdinando I incaricò Gherardo Mechini e Domenico Marcacci di costruire la possente villa, oggi di proprietà dei principi Borghese, che domina il paese dall'estremità occidentale della cinta muraria. Negli anni in cui fu frequentato dalla corte medicea, il borgo si arricchì di sontuose dimore patrizie, molte delle quali conservavano pregevoli opere d'arte. Nel 1775 Pietro Leopoldo istituì la Comunità delle Due Terre unificando amministrativamente i territori di Montevettolini, dell'ormai decadente castello di Monsummano e del capoluogo Monsummano Terme, in continua espansione. A difesa del castello si elevavano sei torri, cinque a pianta quadrata (una di esse è il Campanile) ed una ottagonale, detta "dello Sprone" o "delle Murina", ad ovest, subito sotto l'abitato. Davano accesso al paese tra porte: quella "del Montaletto",distrutta nel 1830, quella "del Vicino", a nord, detta anche "del Malvicino" e poi "dei Barbacci", l'unica che si conserva ancora integra, e la porta detta "del Cantone", inglobata nella villa medicea, ma ancora ben visibile. La stessa sorte subì anche la rocca che dominava dall'alto il paese. Dell'ultima e più ampia cinta muraria, di cui rimangono oggi pochi resti, si ha notizia nel 1366, quando, per ordine della Signoria Fiorentina, le mura furono restaurate e munite di bertesche. Più volte riadattate nel corso dei secoli, furono in gran parte abbattute a partire dal 1607, per costruire una strada di circonvallazione. Nel borgo esistevano due oratori, quello di San Francesco, ad ovest della chiesa, presso il quale fu istituito un ospedale durante la peste del 1348, e quello del Corpus Domini, in Piazza Bargellini, oggi sede della Filarmonica "A. Tonini" e del Comitato del "Santissimo Crocifisso". L'edificio dell'antico Palazzo Comunale, che dal XIII secolo rappresentò il potere politico ed amministrativo del castello, conserva intatta la suggestione del suo glorioso passato. Sulla facciata sono affissi stemmi dei podestà, in pietra e ceramica invetriata, mentre al piano terreno sono ben visibili a sinistra la loggia che si apriva sulla strada e a destra la porta di accesso all'antica torre di guardia inglobata nell'edificio. Torri medievali furono utilizzate anche per il campanile della Chiesa. Quello più antico, abbattuto nel 1729, era incorporato all'interno dell'edificio ecclesiastico, mentre la torre campanaria attuale, realizzata nel XV secolo adattando un'altra torre di guardia, è addossata al presbiterio ed impostata su una galleria voltata a botte che dalla via detta del Portone immette nella piazza Bargellini.
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